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Costi e redditività Stampa E-mail

Il proprietario di un impianto fotovoltaico recupera il capitale speso per la realizzazione dell'impianto durante gli anni di funzionamento dello stesso. In particolare per gli impianti connessi in rete si beneficia dell’ incentivo statale in Conto Energia erogato per venti anni dal GSE.

Produttività

La potenza di picco di un impianto fotovoltaico si esprime in KWp (chilowatt di picco), ed indica la potenza teorica massima che l’impianto può produrre nelle condizioni standard di insolazione e temperatura dei moduli (1000 W/m² e 25°). La produzione elettrica annua di un impianto fotovoltaico (misurata in KWh) può essere stimata attraverso un calcolo che tenga conto:

  • della radiazione solare annuale del luogo

  • della particolare disposizione, inclinazione, situazione di ombreggiamento giornaliero/ stagionale dei moduli

  • delle prestazioni tecniche delle parti dell’impianto

A seconda della zona geografica di installazione (nord, centro, sud) l’impianto è soggetto a differenti gradi di insolazione; la tabella sottostante mostra la produzione elettrica

Zona di installazione Producibilità annua
(KWh annui per ogni KWp installato)
Nord 1.150
Centro 1.350
Sud 1.550

Conto Energia

L'energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici, realizzati in conformità al decreto 19 febbraio, ha diritto a una tariffa incentivante che assume i valori riportati nella tabella sottostante, in relazione alla potenza nominale (misurata in Kilowatt picco) e alla tipologia di integrazione architettonica fra impianto ed edificio. Va sottolineato che la tutta l’ energia prodotta gode dell’incentivo, indipendentemente dal fatto che questa venga consumata o immessa in rete. La tariffa individuata è riconosciuta per un periodo di venti anni a decorrere dalla data di entrata in esercizio dell'impianto.

Taglia di potenza dell impianto

(KWp)

Non integrato

(€/kWh)

Parzialmente integrato

(€/kWh)

Integrato

(€/kWh)

1KWp < P < 3 KWp 0,40 0,44 0,49
3KWp < P < 20 KWp 0,38 0,42 0,46
P > 20 KWp 0,36 0,40 0,44

Scambio sul posto v.s cessione in rete
Oltre alla tariffa incentivante erogata dal GSE, in un quadro economico completo, bisogna tenere in considerazione anche le voci relative al mancato acquisto dell’energia o la vendita della quantità eventualmente eccedente; ciò in particolare dipende dallo specifico regime di immissione in rete:

  • Scambio sul posto (per impianti fino a 20KWp): Il “net meetering” o “scambio sul posto” è un meccanismo che regola l’immissione ed il prelievo dell’energia elettrica dalla rete (Delibera AEEG 224/2000 e 28/2006). È un servizio erogato dalla società elettrica che esegue l’allacciamento dell’impianto fotovoltaico alla rete pubblica.
    Possono giovare di questo sistema tutti gli impianti alla rete che producono energia elettrica mediante l’utilizzo di fonti rinnovabili e che hanno una potenza compresa tra 1 e 20 KW per tutta la durata di vita utile dell’impianto.
    Il funzionamento è il seguente: l’energia (KWh) prodotta dall’impianto e non assorbita dalle utenze elettriche (lampade, elettrodomestici, macchinari…) viene immessa in rete e misurata da un apposito contatore. Alla fine dell’anno la società elettrica effettua un conguaglio tra l’energia assorbita ed immessa; al cliente viene rimborsata una quota dell’energia assorbita pari a quella immessa in rete durante l’arco dell’anno.
    Non è prevista alcuna remunerazione dell’eventuale saldo positivo d’energia immessa in rete, risultante dal conguaglio annuale, ma questa quantità di energia elettrica può essere portata a credito per gli anni successivi, fino ad un massimo di tre anni. Se l’impianto è sovradimensionato rispetto ai consumi ed il credito è sistematico, esso viene di fatto perduto.
    Il net meetering può essere cumulato con il beneficio proveniente dal meccanismo di incentivo in conto energia.
    In questo regime, il beneficio conseguito è dato dal risparmio sulla bolletta relativo al mancato acquisto di energia (vedi esempio).

  • Cessione in rete: Con la cessione invece c’è la possibilità di vendere al distributore locale, la parte di energia in esubero, ovverosia prodotta e non consumata. In questo caso i benefici economici oltre l’incentivo sono di due tipi: uno, come per lo scambio sul posto, relativo al risparmio, e l’altro relativo alla vendita dell’energia in esubero. La voce di guadagno relativa alla vendita risulta moltiplicando il prezzo medio unitario di vendita (circa 0,09 €/KWh) per il totale dei KWh in esubero.
    Sia nel caso di “scambio sul posto” che di “cessione in rete” è di fondamentale importanza conoscere i consumi energetici medi dell’utenza onde poter effettuare una corretta valutazione dei ritorni futuri. Di seguito viene proposto un semplice esempio illustrativo.

Redditività di un impianto da 5 KWp

L’esempio seguente è riferito ad un impianto fotovoltaico parzialmente integrato della potenza di 5 KWp (tariffa riconosciuta pari a 0,42 € per KWh ) installato presso una villetta unifamiliare localizzata nel centro italia (produzione media annua pari a 1350*5 = 6750 Kwh l’anno). Si suppone che il consumo medio annuo dell’utenza sia di 5000 KWh. Vediamo dunque cosa succede nei due casi di Scambio sul posto e di Cessione in rete. Si tenga presente che la produzione di energia in “esubero” sarà data dalla differenza tra produzione e consumo (6750 – 5000 = 1750 KWh l’anno). L’incentivo terminerà dopo 20 anni mentre continuerà ad avere luogo il risparmio.

Scambio sul posto

Produzione

media annua

(Kwh)

Entrate da tariffa

incentivante

(€)

Risparmio in bolletta (5000 KWh

non acquistati @ 0,18 €/ KWh)

(€)

Beneficio

economico totale

(€/anno)

1350*5 = 6750 0,42*6750 = 2.835 5000*0.18 = 900 3.735
 

In più 1750 KWh “gratis” da consumare antro tre anni

Concessione di rete

Produzione media annua (Kwh) Entrate da tariffa incentivante (€) Risparmio in bolletta (€) Vendita dell’ energia in esubero (€) Beneficio economico totale (€/anno)

1350*5 =

6750

0,42*6750 =

2.835

5000*0.18 =

900

1750*0.09 =

157,5

3.892,5

Il costo di un impianto


Il quadro economico risulta completo soltanto alla luce dei costi sostenuti per la realizzazione dell’impianto.
Il costo “chiavi in mano” di un impianto è riferito solitamente al KW di picco ed oscilla generalmente tra i 5.500 ed i 6.500 euro per Kilowatt picco installato. Il costo è puramente indicativo e varia a seconda di vari fattori:

  • che l’installazione avvenga a terra, su fabbricati nuovi o già esistenti

  • che la posa sia in sovrapposizione o integrazione della copertura

  • che si debbano sostenere spese per i permessi di costruzione

  • allacciamento alla rete, cavi che coprano grandi distanze (pannelli-inverter e inverter-quadro utente)

  • utilizzo di attrezzature durante il montaggio come gru o impalcature

Il costo di annuo di manutenzione in genere trascurabile, normalmente nelle analisi economiche si stima inferiore all’1 % del costo dell’impianto da conteggiare sull’intera vita. In tali costi sono compresi gli eventuali costi di manutenzione straordinaria, dovuti alla riparazione o sostituzione di qualche componente dell’impianto.

Il costo d’esercizio dipende dalla taglia dell’impianto. Per impianti con potenza fino a 20KWp è limitato al canone annuo da pagare alla società elettrica per la l’installazione e la gestione dei sistemi di misurazione dell’energia prodotta ed immessa in rete (attualmente circa 55 euro).

Il periodo di ritorno e la redditività

In prima approssimazione il periodo di ritorno dell’investimento può essere calcolato dal rapporto tra il costo dell’impianto e la rendita annua (derivante da incentivi, risparmio ed eventualmente vendita dell’energia elettrica prodotta in esubero).
La redditività sarà data dal rapporto fra la rendita annua ed il capitale investito.
Considerando un costo di 6000 €/KWp, per l’impianto da 5 KWp considerato nell’esempio

Modalità di immissione in rete Costo impianto stimato (6000 €/KWp * 5KWp) (€) Beneficio economico totale (per 20 anni) (€/anno) Redditività Tempo di ritorno dell’ investimento
Scambio sul posto 30.000 3.375 11.2% 9 anni
Vendita 30.000 3.892 12.9% 7.5 anni

Questo è il calcolo del ritorno dell’investimento semplice. Una analisi più dettagliata dovrebbe considerare almeno due ulteriori aspetti: l’aumento del costo
dell’energia, che in questi ultimi anni è andato aumentando costantemente e il costo del denaro. Ad impianto pagato si avrà una rendita certa e continuativa. Il calcolo del pay-back period e della redditività semplice fornisce comunque una indicazione sulla convenienza economica di questo investimento.

Le possibilità di finanziamento. Impianto a costo zero.

La realizzazione di un impianto fotovoltaico comporta un esborso di denaro che viene compensato nel corso di alcuni anni. Per limitare tale esborso è possibile utilizzare uno dei finanziamenti ad hoc concesso da qualsiasi istituto bancario che abbia aderito alla convenzione con il GSE.

Se si utilizzano tali strumenti, è possibile pagare l’impianto mediante delle rate che vengono “coperte” dagli utili derivanti dall’esercizio dell’impianto e dai risparmi sulla bolletta elettrica. A seconda del tipo di finanziamento scelto si potrà godere di parte degli incentivi, e del risparmio in bolletta a partire da subito e praticamente a costo zero.

Energy Consult per agevolare i propri clienti si interessa anche della ricerca del finanziamento alle condizionimigliori.

 

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